Roberta De Tomi CHICK GIRL - AZALEE PER VERIDIANA

Descrizione

Veridiana è una giovane donna, dal carattere impulsivo e immaturo, sempre in mezzo ai guai. Reduce dall'ennesimo pasticcio combinato sul lavoro e decisa a indagare sui non detti dell'amica Melania, risponde a un annuncio, in cui si propone come accompagnatrice al curioso Mister Zone. Da quel momento la sua vita si tingerà di mistero e sensualità e, proprio come le aveva predetto una zingara molto tempo prima, si troverà in un terribile guaio da cui soltanto un uomo potrà salvarla. 

Primo capitolo

Un’allettante creatura

Amanda Girardi  10/08/2013
A: mistericszone@*********

Oggetto: Annuncio 986KB


Gentile Mister Zone,
in risposta all’annuncio pubblicato il 1° Agosto 2013 sul sito messaggioperte.it, faccio la mia proposta.
Sperando di essere l’allettante creatura che cerca, attendo risposta.
Amanda Girardi

Ci siamo, ora devo solo premere Invio.
No, aspetta.
Emisfero destro lancia un SOS all’emisfero sinistro. 
Hai caricato tutti gli allegati?
Sto verificando. Fatti più in là che le emozioni deconcentrano.
Presentazione in Pdf. C’è.
Foto: primo piano. C’è.
Foto a figura intera. C’è. L’Amanda avvolta nel tubino nero con il pizzo del balconcino (nero, ovviamente) fuori dallo scollo, a strizzare l’occhio alla malizia. Scarpa con plateau rialzato per compensare il tacco 15. Una chick girl very chic. Ora si commuove persino il logicissimo emisfero, se non fosse per il suo radicato Super-Io.  
Ma bando alle ciance (come avrebbe detto il mio zietto, prof. di Lettere fracassone e fan di Marinetti e compagnia bella): sotto la sua supervisione posso inviare l’e-mail. Muovo la rotellina per riportare la freccia sul banner. Stacco la mano dal mouse, la giro, mi fermo al guizzo della memoria.
Un’occhiata al palmo mi riporta all’incontro con Occhio-di-Vetro, la Zingara dei Portici. Aveva un pentacolo tatuato sul collo, la faccia grigia come le strisce che attraversavano i riccioloni neri, l’anellino dorato al naso. Mi leggeva i segni sulla mano  stringendosi in un poncho di lana verde  da cui pendeva una serie di frange rosicchiate dall’usura.
“Avrai una vita lunga”  alzò lo sguardo sottolineato dalle sopracciglia a cespuglio “Arriverà un uomo che…”
“Fammi indovinare” la seccai, gongolante “Il principe azzurro.”
“Stai seria, ragazza, perché questo uomo…”.
Alzai il braccio come una studentessa in fregola a una lezione di educazione sessuale.
“Sì, sì, lo so! Mi darà un bacio, io lo amerò, lui mi chiederà di sposarlo, io accetterò e vivremo felici e contenti.”
La donna si accigliò, l’occhio di vetro sembrò tingersi d’espressività.
“Veridiana, quell’uomo ti salverà dalle penne di gallina e da un impiccio di segreti e mattoni in cui sarai coinvolta.”
Un conato di vergogna invase il gargarozzo.
“Cosa ne sai tu delle penne di gallina?”  
“Io so tutto”  il medio sventolato a mezz’aria sembrava un insulto, l’alito era un mix di aglio, caciotta e fiori marci “Conosco il tuo segreto.”
Una zaffata atroce ricacciò indietro il brivido che mi stava attraversando la schiena.
“Ti do un consiglio, se me lo consenti.”
“Se la smetti di fare l’alzabandiera con il medio, ok.”
Caporetto delle parole: agitò il dito ancora di più, inducendomi nello stato di mutismo e rassegnazione totali. 
“Attenta a una mela che morde ma che non si lascia mai mordere.”
La Zingara sputò sul marciapiede strappandomi una smorfia di disgusto. Passò oltre, lieve come un fantasma. Mi voltai verso il rettilineo privo di angoli, ma mi accorsi che era sparita. Come dissolta nell’aria.
Dall’orologio da polso mi accorsi dell’ora. Dannazione, la vergogna mi aspettava. Raggiunsi il semaforo, il verde scattò, io mi affrettai a raggiungere l’altro lato della strada.
“Quell’uomo ti salverà. Il fascinoso signore della zona.”
Mi voltai di nuovo, complici alcuni spostamenti d’aria ad altezza spalle. Era come se qualcuno mi stesse passando accanto. Girai su me stessa per avere la conferma di essere sola, su un pezzo di asfalto zebrato, sotto il sole di un tiepido marzo. Un ragazzo con lo zainetto mi passò rasente tenendo alto il mento, l’espressione atona di chi se ne frega di tutto. Soltanto lo scatto del rosso e il clacson dei veicoli della prima fila mi diedero la sveglia. 
Sono passati cinque anni da quello strano fatto. Nel mentre ho cambiato una facoltà universitaria, tre posti di lavoro, almeno dieci paia di scarpe e un numero analogo di guardaroba, ho bevuto fiumi di Guinness, fumato stecche di sigarette della vamp, come le chiamo io – quelle sottili dei film con le stragnocche asfissiate nei loro abiti a sirena,  la ciocca di capelli a onda che ricade su parte del volto nascondendo un occhio e lasciandone  scoperto quello che mostra il trucco perfetto-.
Fare la vamp non mi è però servito, visto che in questi cinque anno ho rimediato solo un paio di corna, una scenata dell’altra lei, le preghiere del tipo “torna in ginocchio da me” di Thomas, seguito da un sano sputtanamento della compagine maschile con Stamp, in diretta Social 2.0. La vendetta è servita.  E poi c’è quel nome che mi ha fatto accendere un Eureka a prova di Archimede
Mister Zone. Un nome già orecchiato.  Appena l’ho letto sul portale di annunci, ho pensato di scrivergli.
E ora che i due emisferi si sono messi d’accordo, vai, Veridiana.
Il cuore batte, il dito scende, tremulo.
Invio.
Un’occhiata al cellulare. Mela sta perdendo le dita sul suo iPhone a forza di messaggiarmi. Mi sta aspettando e io devo andare al varco.
Ah dimenticavo. Mela è la mia migliore amica ed è l’unica che mi è stata vicina in questi ultimi cinque anni.
La mia migliore amica, penso, mentre esco da casa. L’unica che sa tutto di me e di cui io non so nulla.
Quella che sul cellulare ha quel nome.
Mister Zone.
E io voglio sapere se è il Mister Zone dell’annuncio o se è solo una combinazione fortuita del destino.

Specifiche

  • Anno di pubblicazione: 2016

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