Racconto n°

7

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CORONAVIRUS

CI SONO RIMASTI SOLO GLI OCCHI Lig

CI SONO RIMASTI SOLO GLI OCCHI

 

Ci sono rimasti solo gli occhi.

 

Occhi grandi, piccoli, storti, azzurri, verdi, marroni, gialli.

 

Occhi stanchi e occhi arzilli.

 

Occhi che sorridono.

 

Occhi che piangono.

 

Occhi che parlano.

 

Perché noi due ci conosciamo da una vita e da una vita ci salutiamo dal balcone, per le scale, nei garage.

 

Ci conosciamo da sempre e non abbiamo mai scambiato più di qualche parola di rito.

 

Eppure in questi giorni di silenzi forzati, di pomeriggi passati sul balcone nella speranza che tutto finisca presto, qualcosa è cambiato.

 

Quello strato di tessuto che separa le nostre emozioni dal mondo, ha rotto i muri che la timidezza aveva creato tra noi.

 

Hai cominciato tu, quel pomeriggio mentre io come al solito, mi ero affacciata al balcone.

 

Mi hai chiamato, mi sono girata e non hai detto una parola ma i tuoi occhi sapevano già  tutto, sapevano di quella parente lontana che questo virus aveva fatto ricoverare e del futuro che nessuno sapeva come sarebbe andato.

 

Io ti ho guardato, passerà anche questa, ho detto.

 

E così, come la volpe e il Piccolo Principe, ogni giorno alla stessa ora, ci siamo affacciati al balcone e chiacchierato con gli occhi.

 

Ora che tutto sta per finire, noi continuiamo ad addomesticarci nell’attesa di poterci sorridere senza barriere.

 

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