Racconto n°

22

Categoria:

Red Passion

LA MULATTA Piera D'Antonio

LA MULATTA

La mulatta è Maria, dalla pelle color caramello.
Viene da Cuba, è là che l’ha incontrata suo marito, in uno di quei bar dove le belle ragazze sono sedute al bancone e aspettano gli stranieri.
Andava a Cuba ogni anno con un gruppo di amici, ma dopo che la conobbe tornò solo per lei. Comprò il frigorifero a lei e sua madre e la bicicletta nuova a suo nipote. Fu brava Maria a capire che la vita le offriva un’opportunità irrinunciabile e si fece chiedere in sposa.
Maria è alta quasi quanto un uomo e ha gambe lunghe e magre. Ha un culo da nera, rotondo e sporgente. Qualche mese fa si è fatta regalare un paio di tette nuove, le sue le sembravano troppo piccole, sproporzionate rispetto all’ampiezza delle spalle. Adesso il triangolo del reggiseno del costume copre appena i capezzoli color liquirizia e, mentre balla, i seni si muovono con un movimento compatto, innaturale, come fossero staccate dal resto del corpo.
I riccioli rossicci, schiariti dal parrucchiere e dal sole, le ricadono come molle, disordinatamente sulle spalle, fuori da un cappello nero a tesa larga che ogni tanto si assicura sulla testa con la mano.
E’ l’ora del ballo di gruppo su questa spiaggia assolata di Rimini. Maria balla sulle note della musica della sua patria lontana, con movimenti ammiccanti delle anche. Scivola tra le braccia di un giovane tatuato poco più basso di lei e pieno di muscoli impazienti.
Si avvicina, lo struscia, gli sorride, poi torna ad allontanarsi e, con mosse studiate, trasforma un ballo da spiaggia in una danza di seduzione.
Emerge tra le altre donne che ballano sul bagnasciuga, con gli occhi fissi al maestro, incerte nel loro incedere, sudate, con l’affanno e la pelle mozzarella o rosso pomodoro.
Maria ruba loro la scena e gli occhi degli uomini sono tutti per lei.
Suo marito Fernando la osserva. Se ne sta seduto sulla sdraio, ripiegato sul suo ventre prominente, con la testa all’ombra per non bruciare la sua incipiente calvizie. Ha quasi trent’anni in più di lei.
I suoi lunghi capelli grigi sono raccolti in un ridicolo codino, sulla spalla ha tatuato un drago e un cuore con la M al centro. Porta occhiali da sole a specchio.
In questo momento, osservandola, sente un sentimento ambivalente che lo pervade: a un tempo di orgoglio di possedere una creatura così e allo stesso tempo timoroso dell’effetto che sua moglie produce sugli altri uomini.
Maria è naturalmente sensuale, le viene naturale, sembra che generazioni di donne che l’hanno preceduta le abbiano lasciato in eredità, nello sguardo, nel sorriso, nei gesti, una spontanea capacità di comunicare, anche senza parole, con l’altro sesso, di attirarlo, sedurlo, confonderlo. Maria ha una consapevolezza di sé totale e le piace giocare. Quando fa la doccia, per esempio, scatena un finimondo. Si toglie il reggiseno, si insapona, tiene chiusi gli occhi e si fa scrosciare l’acqua sul viso, mentre continua a strofinarsi per sciacquarsi dal bagno schiuma. Gli uomini si bloccano senza respirare, mentre le donne in attesa in fila la incitano a far presto.
Oggi il giovane bagnino è seduto sul suo trespolo e con il cannocchiale scruta l’orizzonte. Il mare è calmo e c’è bandiera bianca, così si può distrarre e voltarsi verso di lei. La sua immagine ingrandita sembra lì, a portata di mano.
Manlio è il figlio del proprietario del bagno e ha ereditato il nome da suo nonno. Ha una testa rotonda, il corpo massiccio e il busto più lungo delle gambe, che sono tozze e forti. E’ una fascia di muscoli. Le spalle e l’addome sono disegnati dallo sport e risaltano sotto la canottiera rossa del salvataggio. La sua pelle di moro è molto abbronzata. Il suo sorriso è candido e gli occhi neri bruciano come braci.
Il giorno in cui Maria arrivò, era lui di turno in reception e fu proprio lui ad accompagnarla all’ombrellone.
Era da sola, il marito si era palesato solo più tardi dopo il rituale sonnellino post prandiale.
Mentre apriva l’ombrello, Maria, tenendo i suoi occhi piantati nei suoi, si era sfilata le mutandine di pizzo bianco e si era messa il costume senza togliersi il vestito di cotone leggero che si era gonfiato per un refolo di vento. Manlio si era eccitato immediatamente e, un poco imbarazzato per la vistosa protuberanza del suo costume, le aveva detto “Signora se vuole la cabina 14 e 15 sono a disposizione per gli ospiti dell’hotel dove alloggia lei”
“Non ho bisogno di cabina, carigno, faccio prima così” aveva risposto lei strascicando le parole e mordendosi il labbro con un fare molto sensuale.
Gli ormoni erano andati a mille e totalmente fuori controllo.

Il giorno dopo lui, durante una pausa dal lavoro, stava armeggiando sul suo catamarano e lei si era avvicinata e gli aveva chiesto di fare un giro.
Lui aveva acconsentito.
“Papi, Manlio ci ha invitato a fare un giro con il catamarano vieni?”
“Veramente ho invitato te” aveva sussurrato lui sottovoce
“Non ti preoccupare, non viene, sta male nel barco” le aveva risposto lei

Come previsto erano andati da soli e, una volta giunti dove non potevano vederli più dalla spiaggia nemmeno con un cannochiale, lei si era chinata su di lui, aveva fatto sgusciare il suo membro già eccitato fuori dal costume e gli aveva fatto un pompino sontuoso, di quelli golosi, voraci, che non vorresti finissero più. Aveva ingoiato tutto e si era leccata le labbra per non perdere una goccia. Dopo quel giro in barca Manlio era partito di testa.
Non fu, dunque, una sorpresa per lei trovarselo davanti alla porta della cabina il pomeriggio del giorno dopo, quando il marito era a riposare, ed era stato naturale farlo entrare.
Lui l’aveva presa con foga, nell’oscurità rotta da un fascio di luce che entrava dal rombo intagliato sulla porta. L’aveva penetrata appoggiata alla parete della cabina, tenendole sollevate le gambe con le braccia muscolose. Là sotto era completamente depilata, la pelle era lucida di olio solare. La sua fica era grande e sembrava tagliata in due da una sciabola.
“Mai vista una passera così grossa” aveva raccontato la sera agli amici “avrà un taglio di almeno dieci o undici centimetri”.
Gliela aveva leccata, dopo esserle frettolosamente venuto dentro e aveva assaggiato il sapore del suo sperma insieme al gusto del piacere di lei. Lei era venuta urlando e Manlio le aveva dovuto tappare la bocca con la mano perché fuori non se ne accorgessero.
Ora Maria smette di ballare e si allontana, risvegliando Manlio dai suoi ricordi. Con il cannocchiale la segue per un po’, la osserva mentre si sistema sul lettino e s’infila lo slip del costume nel solco tra le natiche.
Il ricordo del loro primo incontro e questa danza sensuale lo hanno eccitato, e la sua verga si gonfia di vogliosa attesa.
Il marito si alza e si siede di fianco a lei sul lettino. Si china a baciarle una spalla, le sussurra qualcosa all’orecchio. Lei gli risponde senza guardarlo.

Ogni giorno, quando torna dal pranzo in hotel, Maria entra in cabina e aspetta Manlio per farsi scopare. Lo ha fatto ogni pomeriggio nelle sue due settimane di ferie e lo farà ancora oggi per l’ultima volta. Domani ritornerà a casa, le ferie sono finite.
Quando arriva entra e lascia la porta socchiusa, lui entra e chiude la porta dietro di sé. Non si dicono nulla. Gli occhi fanno fatica ad abituarsi all’oscurità accecati dal sole lì fuori, ma immediatamente le mani e le bocche si cercano, guidate dall’odore delle loro pelli.
Ogni pomeriggio i loro giovani corpi si trovano e s’incastrano, come un puzzle perfetto, e, per qualche lungo istante, entrambi s’illudono che quella sia la sostanza di cui è fatto l’amore.
Il marito è troppo vecchio per lei, troppe volte la penetra e gode lasciandola insoddisfatta, troppo spesso per godere deve aiutarsi da sola.
Con Manlio è diverso hanno la stessa età, l’età in cui i sogni sembrano possibili, come animali si sono annusati e trovati.
Lui la prende con il suo sesso lucido, con la pelle tesa e non importa se qualche volta l’urgenza del desiderio lo fa venire prima di lei, basta un bacio nell’orecchio, per essere pronto di nuovo e tornare a montarla.

Sono passati così questi splendidi quindici giorni. Oggi, per il loro ultimo incontro, il sesso sarà ancora più intenso perché avrà in sé il sapore agrodolce dell’abbandono. Oggi intrecceranno promesse. Faranno piani su come rivedersi e s’inganneranno, senza saperlo, promettendosi l’eternità.

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Piera D'Antonio
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